A letter from August 7th, 2015

Time Travelled — almost 11 years

Peaceful right?

Cara Futura Me, spero tu sia felice. Non so dove sarai, non so con chi sarai. Non so se sarai cambiata, se avrai degli altri interessi, dei nuovi amici. Non so se prenderai sempre gli stessi gusti di gelato o ti sposterai di nuovo in bicicletta, se continuerai a preferire il Katun all’Ispeed o il mare alla montagna. Non so neanche se avrai incontrato l’uomo della tua vita. Ti auguro di sì, con tutto il cuore. Ti scrivo perché ho paura di dimenticarmi. Ho paura di dimenticarmi della me di diciannove anni, come se quello che diventerò potrà un giorno cancellare per sempre quello che sono stata. Voglio raccontarti, quindi, di me. Anzi, di te. Facciamo di noi e, ti prego, non prendermi in giro per il mio modo infantile di scrivere. La ragazza di adesso è piena di sogni e vuole cambiare il mondo, come qualsiasi altra ragazzina di quest’età. Ci sei riuscita? Mi auguro di sì. È piena di sogni e ognuno porta con sé almeno una dozzina di paure. Ha tante paura, te lo ricordi? Le hai ancora? “Hai paura anche della tua stessa ombra”, così le ha detto proprio l’altro ieri quello che lei considera il suo migliore amico. Nico T., quello alto alto mezzo thai. Non so se ricorderai la sua faccia o la sua voce ma sono sicura che non potrai dimenticare la sua barba fitta, il suo modo irritante di litigare o tutte le volte che l’hai guardato e ti sei sentita a casa. Ha ragione, comunque. Questa ragazzina ha paura anche della sua stessa ombra, ha paura di non essere abbastanza forte per la vita, ha paura di non essere abbastanza in generale. A volte la paura la travolge e la fa diventare un’altra persona, trema e non riesce a respirare, il cuore vorrebbe scappare dal suo petto come fosse un animale selvaggio e i pensieri si attorcigliano talmente tanto che poi districarli è un casino. Rimane solo il vuoto, il vuoto e l’eco lontano di qualcuno che le vuole bene, che la vuole lì, che la rivuole con i piedi per terra. Ha paura di soffrire, ecco il suo principale problema. Per fortuna è arrivata una persona di cui sicuramente ti sarai scordata. “Marco, trent’anni, fotomodello” Ti dice qualcosa? Probabilmente no. È appena tornata dal viaggio di maturità a Barcellona ed è stata benissimo, soprattutto perché è convinta di aver incontrato il suo destino. O meglio, non proprio il suo destino ma qualcuno che era destinata a incontrare. Non lo rivedrà mai più (e Signore, ti prego, fa che quando riceverai questa lettera tu possa smentire questa frase!) ma in quelle poche ore le ha davvero lasciato tanto. Ha capito che la vita è una e che lei la stava un minimo sprecando, sempre dietro a pensare a fare la cosa giusta, dimenticandosi che le cose più belle nascono dagli errori. Lui fra ventidue giorni si sposa e lei vorrebbe correre in quella chiesa per vederlo vestito da sposo, neanche dirgli che sta facendo una cazzata perché magari quell’Ilaria è davvero la donna della sua vita, solo vederlo, vederlo e basta, vederlo capire che è felice e tornare a casa. Magari prima fare un giro di Roma, che non l’ha mai vista. Questo Marco, poi, è stato anche tanto utile nella sua vita pratica: è grazie a lui se adesso non smette più di respirare quando Marcello entra in una stanza. Pensa di essere follemente innamorata di quel ragazzo ed è aggrappata ad un ricordo disperatamente. Non so se te lo ricordi, comunque ti darò due informazioni base: bello, buono, tifa Roma e lei sarebbe pronta a sposarlo adesso e tenerlo con sé fino alla fine dei suoi giorni. Non sa se è amore o solo tanto affetto ma sa che comunque, qualsiasi cosa essa sia, è una cosa bella e quel ragazzo se la merita tutta. Sta per iniziare Giursprudenza e non vede l’ora, andrà anche a vivere a Bologna senza i suoi genitori. Lei che è sempre stata nella stessa casa. C’è ancora, vero? Quella gialla, sulla collina, con l’oblò che dà sull’autostrada. Anche se starà bene sentirà sicuro la mancanza di casa. La sua vita è bella, nulla da dire ma ci sono ancora tante altre cose che vorrebbe provare. Vorrebbe incontrare l’anima gemella oppure rassegnarsi scoprendo che lei non è destinata all’amore. Non sarebbe mica un problema, se ne farebbe una ragione. Vorrebbe visitare tante città con Nico, soprattutto Roma. Lì vorrebbe anche fare il suo master in Criminologia, che magari Marco lo incontra davvero. Vorrebbe smettere di avere paura, tornare a Barcellona, avere una casa tutta sua, prendere un cane, fare felici i suoi genitori, avere un passaporto, andare ogni venerdì sera al Rockisland per incontrale Luca P., conoscere almeno uno dei suoi idoli, essere salutata da Matassoni, dare un bacio a Marcello, tirare un ceffone a Montironi così magari smette di tirarsela così tanto, tornare ad allenarsi ad atletica, se con Giacomo anche meglio, ringraziare Pesaresi, il suo prof d’inglese, rivivere tutti i momenti che adesso rimpiange, imparare a memoria Oceano Mare e andare alla Locanda Almayer, conoscere uno della marina e sposarlo. Non so come chiudere questa lettera, probabilmente con un facile, banale, sentito: in bocca al lupo. Che la vita ti sorrida e che il destino ti lanci sempre qualche segnale. Incontrerai tante tempeste nel corso della tua vita, nulla sarà facile ma sii orgogliosa della strada che hai fatto e della donna che sei diventata. Sarai sicuramente meravigliosa. Ti voglio bene adesso e te ne vorrò ancora di più fra dieci anni, anche se sbagli spesso e ti fai scappare la felicità. Con tanto affetto, la Passata Me.

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