A letter from Sep 19, 2023

Time Travelled — almost 3 years

Peaceful right?

Ed eccoci qui. questa lettera è una riposta a quella che hai ricevuto il 12 settembre 2023, che era stata scritta ben 2 anni prima: 24 aprile 2021. Nella lettera precedente avevo fatto una scaletta di punti, descrivendo più o meno tutti gli aspetti della mia vita. E ognuno di questi paragrafi conteneva una domanda finale, a cui risponderò in questa lettera. Giusto per ricordarti, la lettera l'hai letta con Nicola, nel letto di un B&B in Germania, ultima tappa del tour prima di Wilhelmshaven. TIMIDEZZA "Sono migliorata come volevo? Mi vesto meglio e quindi più sicura?" Queste erano le domande, e posso dire che c'è stato un'improvment in questo campo. Credo già l'anno successivo ho iniziato a vestirmi in modo più colorato e meno anonimo. E mi sembra che tutto sia iniziato quando la mamma ha tirato fuori il suo completo da hippy, come lo chiamo io. Quei fantastici pantaloni tutti colorati e decorati con i toni caldi e la canottiera abbinata che aveva fatto la nonna. Giuro che quando l'ho messo, e mi sono resa conto di quando mi piaceva e mi stava bene, mi sono messa a piangere. Da quel momento ogni volta che vado a cercare qualcosa, guardo solo le cose che so interessarmi veramente. Quindi tutti abiti e vestiti che mi rispecchiano e che mi fanno sentire a mio agio. Perché ho ancora qualche vestito "anonimo" e molto spesso quando lo metto mi sento fuori posto, forse perché è più facile che vangano fatti confronti con abiti simili, invece che differenti. E anche perché non lo sento mio. Pensa che mi sono anche fatta dei vestiti all'uncinetto, tipo un cardigan a quadri sui colori della terra. E quando ho chiesto a Davide se gli piacesse, mi ha risposto che sembravo una hippy. Quello era il mio obbiettivo, infatti ero super contenta. Quindi grande Adriana, continua così. AMICIZIE “Andrò ancora all’università con Marina? Quante altre amicizie ho perso di quelle scritte sopra? Chi ho conosciuto di nuovo?” Su questa parte dovrò scrivere un po’. Marina non solo non è più mia amica, ma già durante l’estate della quarta ha iniziato a starmi antipatica, motivo per cui in quinta il nostro gruppetto era formato solo da Yu, Emma e Kristen. Anche il motivo per cui dicevo di essere sua amica non rispecchia più la persona che sono diventata. Diventare amici di qualcuno solo per un tornaconto è una delle cose più meschine che si possano fare. Poi dicevo che con lei sarei riuscita a diventare famosa su Instagram. Come se dipendesse da lei. A livello di contesti sociali un po’ mi ha aiutato, come quando ho conosciuto Federico Pauluzzo, ma la cosa è finita lì. Ho capito quanto fosse manipolatrice e senza una personalità, si adattava sempre a chi aveva di fronte. Le persone ipocrite sono la peggior specie Yu, al contrario di quello che dicevo nella lettera precedente, è diventata molto importante per me, con alti e bassi dovuti a problemi familiari, sentimentali e di salute. Eravamo simili in molte cose. Emma invece diciamo che è rimasta sempre allo stesso livello. Ha mollato la pallavolo l’anno successivo, quindi i nostri argomenti di conversazione erano molto limitati. Verso la quinta poi parlava sempre di più di sé e non ascoltava magari le nostre opinioni. Però è anche vero che mi sono lasciata un po’ trasportare da Kristen. Anche lei è diventata abbastanza importante, più che altro mi è sempre sembrata una ragazza matura, con tutte le difficoltà che ha dovuto sopportare. Più o meno come Yu. Il gruppetto Margherita, Martina e Elisa è diventato quasi estraneo per me. Martina è quella con cui ho mantenuto di più i rapporti, ma dopo la scuola anche quelli si sono persi. Anche Arianna finalmente ha avuto quello che voleva. Il suo comportamento menefreghista mi aveva stufata e quindi ho deciso di lasciarla andare. In particolare dopo l’episodio della psicologa, quando doveva venire a farmi compagnia, ma si è presentata con un’ora di ritardo e senza chiedere scusa. Poi si è solo lamentata dei suoi problemi, senza ascoltare veramente i miei. Non conosciuto altre persone nuove, che abbiano apportato qualche tipo di cambiamento, ma posso dire che la classe con cui ho fatto il triennio è stata una bellissima compagnia. Ho legato un po’ con Laura, per il discorso dello stage del restauro. Anche da lei ho imparato un po’ di cose sul mondo. AMORE “Ho trovato qualcuno da cui mi sento protetta? Almeno un amico?” Probabilmente questa è la parte in cui ci sono stati più sviluppi… non solo ho trovato una persona con cui mi sento a mio agio, ma è anche diventata la persona più importante della mia vita. Sono n Germania per lui. Si chiama Nicola e la storia di come l’ho conosciuto interessa sempre a tutti. Inizialmente avevo scaricato Tinder, appunto perché mi sentivo solo e volevo solo conoscere qualcuno. Dopo poco tempo, 3 giorni dopo il mio 18esimo compleanno ho conosciuto Federico Pandolfo, con cui ho fatto più di qualche uscita, ma non è andata avanti nel modo in cui avevo immaginato, ma va bene così. Infatti lui, oltre ad avermi convinto a fare la patente, più mi conosceva e più ripeteva che sarei potuta andare d’accordo con un suo amico. E mi ha dato il suo nome su insta. Però io gli ho scritto solo 3 mesi dopo, ed era proprio Nicola. Molto spesso penso che se lo avessi contattato prima, la nostra storia sarebbe iniziata in anticipo, ma in realtà in questo modo non ho dovuto aspettare molto per incontrarlo di persona, solo un mesetto. E poi da lì le cose sono solo che migliorate. Mi ha aiutato con il blocco che avevo riguardo al sesso maschile, e mi sta anche aiutando con il binge eating, che a questo punto riesco a tenere abbastanza sotto controllo. La nostra ovviamente è una relazione a distanza, e anche se nella lettera dicevo che non fanno per me, in realtà mi sbagliavo. Probabilmente mi trovo meglio, perché io ho bisogno del tempo da sola, ormai diventato prezioso per ritrovare la calma e eliminare lo stress. Non ti dico molto altro, perché so che le cose importanti le sai, saranno anche scritte nei tuoi diari. Rispetto agli altri ragazzi invece sappi che Android è andato finalmente per la sua strada. Andrea Ranieri mi aveva riscritto e io l‘ho mandato a fanculo come è giusto che si meriti. Spammacazzi di merda. PALLAVOLO “gioco ancora? Chi è rimasto in squadra delle originali? E di quelle che ci sono adesso? Esiste ancora la Majanese?” Penso sarà l’ultima volta che tratto questo capitolo. Infatti questo è stato il mio ultimo anno. Delle originali siamo rimaste solo io, Lexie, Sara e Chiara, anche se ha saltato un anno per andare in America. Poi sono arrivate e rimaste anche l’anno in cui non ci sarò Lisa, Matilde e Giulia. Dei centrali ero rimasta solo io e sì, ero diventata titolare, prima di: rimanere senza la visita medica, farmi male alla spalla, slogarmi la caviglia, farmi le vesciche e dover studiare per gli esami. Non ho giocato molto quest’anno, ma per fortuna sono arrivate Preise e Debrha, che con zero esperienza con questo sport sono diventate bravissime. La majanese esiste ancora, e Nicola e l’allenatore migliore di tutti. Pensa che deve allenare anche l’under 16 perché non ci sono più gli allenatori. Spero rimanga ancora. Vederlo a random (come quella volta al LIDL) mi sblocca un sacco di ricordi che mi fanno sentire la mancanza della pallavolo. Vedendo le mie compagne questo non succederebbe. Per me la pallavolo è Nicola. SCUOLA Niente domande per questa parte, ero troppo stanca. Ho finalmente finito le superiori, con un bel 91/100 alla maturità. Non me lo meritavo, ma così è andata. La classe e gli insegnanti del triennio sono il meglio che mi sia capitato a livello scolastico, sul serio. Mi mancheranno tutti. Tornerò a salutarli un giorno, soprattutto la Fabbro e la Zuliani. E poco meno di un mese fa ho anche fatto gli esami di ammissione all’università. Niente Firenze, troppo esigenti per quello che voglio fare io. Bologna se la tira e ha fatto un open day digitale. Mi sono informata su molte altre, ma con Laura ho visitato la Scuola di Laboratorio e Restauro degli Istituti Santa Paola di Mantova. Non potevo trovare scuola migliore, davvero. A livello organizzativo, come collocazione, accoglienza e come ho scoperto durante la preparazione agli esami, anche come compagni. La città è bellissima, tranquilla e piena di zone verdi. La preparazione è stata tosta, con alti e bassi. Tanti cali di autostima, ma la professoressa che ha fatto il corso ha saputo gestirci e secondo me è anche grazie a lei che molti ce l’hanno fatta. Anche gli esami sono stati molto stressanti, ma avevo il supporto di Angela e Gaia, due ragazze che ho conosciuto e che per fortuna saranno in classe con me. Al contrario di quello che pensavo, sono andata meglio nella seconda prova (forse perché è quella in cui mi sono esercitata di più) che nella prima. Nella prova grafica, infatti, ho fatto un punteggio di 23/30. Nella seconda invece 27/30. Da quel momento ero sicura che sarei entrata perché all’orale io vado sempre bene. Infatti il giorno dopo, a casa ho ricevuto la chiamata della Bigi in cui mi faceva i complimenti per il 30/30 all’orale e mi annunciava il mio secondo posto a pari merito nella classifica. Non penso di essere mai stata così felice per un esame. Ho pianto. Tanto. È stato bellissimo. Il primo ottobre mi trasferirò a Mantova, dove inizierà un altro capitolo della mia vita! RAPPORTO CON ME STESSA Non avevo approfondito questa parte, ma posso dire che sono migliorata. Anche solo per il discorso dell’abbigliamento. Ma come in tutto ci sono i periodi no, definiti soprattutto dal binge eating. Ma come ho detto ci sto lavorando. Dad quando sono in Germania è successo solo una volta che avessi esagerato e di conseguenza mi sono arrabbiata. Il mio corpo mi piace, ho sempre pensato che solo grazie a come è ora riesco a fare tutto quello che voglio. Anche se da fuori sembra che io non abbia muscoli, che io sia debole, so quanti passi aventi ho fatto. Riesco a tenere delle pose che prima non mi sarei mai sognata. E continuerò a tenerne il conto. La dermatite va e viene. Mi sono accorta di come torni prepotente nella mia vita se non faccio yoga o mi prendo cura di me stessa. Ma sono abbastanza contenta. Vorrei solo che almeno l’acne se ne andasse in modo definitivo, così almeno potrei dedicarmi a una cosa alla volta. Mi sto impegnando molto anche per il discorso capelli. Ti ricordi di come sono diventati ricci da soli? Io li ADORO adesso. Non sono ancora diventata vegana, ma da circa 4 mesi (togliendo qualche episodio) sono pescetariana e a Mantova vorrei diventare a tutti gli effetti vegetariana. Tanto metà del pesce non posso mangiarlo. YOGA Come ho già detto è stata una svolta e ora una costante nella mia vita, su cui voglio lavorare molto di più, prendendo ancora una volta come ispirazione Hitomi. Sono andata a fare un retreat/yoga teacher training? INTERESSI E RAPPORTI CON I SOCIAL Il mio rapporto con i social è cambiato così tanto che adesso ho 2 profili su Instagram. Il primo è il solito, quello con cui mi tengo in contatto con le persone. Il secondo invece è un profilo in cui pubblico veramente quello che mi piace, una sorta di diario digitale. Infatti solo poche persone mi seguono, quelle che voglio io e che quindi se lo meritano. Ma non seguo nessuna di loro. È una regola che voglio rispettare. Seguo solo pagine di influencer o persone che mi aiutano a crescere come persona in tutti gli aspetti. Sono molto fiera di me per questa scelta. Sto finalmente iniziando e essere me stessa. E che male c’è se non sono ancora pronta a condividerlo con tutti? Nicole Rafiee non mi interessa più, ho smesso di ascoltare i suoi podcast quasi subito. Ma mi sono avvicinata molto all’Ayurveda, ho anche iniziato a praticare qualcosina. E poi c’è stata la scoperta di Hitomi. Mi ricordo ancora qual è stato il suo primo video che ho visto, di come mi abbia fatto sentire e come sia una safe persona per me. Spero un giorno di poterla conoscere di persona. Alcuni suoi video, per quanto valga la pena vederli, li ho scaricati come podcast in modo da poter sempre ascoltare le sue parole. CONCLUSIONE Dovrei avere scritto tutto, e se così non fosse, non importa. Sono certa che se fosse stata una cosa importante te ne ricorderesti. Sei maturata in meglio Adriana, e per questo ti meriti il meglio dalla vita, in modo che tu possa sbocciare ancora in tutto il tuo splendore. (ho concluso la lettera con la canzone “thank you for the happiest year of my life” in sottofondo. Dimmi se non è un segno questo)

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