A letter from Jul 31, 2023

Time Travelled — almost 3 years

Peaceful right?

Dear FutureMe, ormai trovo terapeutico lo scriverti quando mi sento giù in modo tale che ripensandoci quando cu saranno momenti più felici, possa farmi salire un sorrisino essendo certa che ne verranno. sono di nuovo un sabato a casa e sono questi i momenti in cui mj accorgo di essere sola parzialmente per scelta. comprendo bene che io tra tutti non sia la più affabile e accondiscendente tra le persone, ma esistono certe persone dai modi stravaganti che ne trovano delle altre dai modi altrettanto stravaganti ed è mai possibile che io non riesca a trovare persone del mio calibro? ed è mai possibile che seppure ne trovi dj simili della mia portata, non me le faccia andare bene per il semplice fatto che mi reputino importante? non capisco quale sia il mio problema. fino all’estate scorsa, mi sarei reputata la persona più felice del mondo, in grado di scalare snche l’everest se richiesto, ma se me lo vhiedessi oggi ti risponderi dicendo che dono un’obesona brutta il cui unico svopo nella vita, è lo studio e non eccelle neanche in quest’ultimo. ció fhe sto comprendendo adesso è che la mia vita fa oggettivamente schifo: un’amica che mi mette al 6°-7° posto massimo e cje il resto delle volte non può uscire a causa di restrizioni da parte dei genitori, un’altra che ha un carattere incompatibile con il mio… mi ritrovo dunque a non uscire mai per qualche motivo che sia che non mi piace il posto in cui vanno o le cose che vanno a fare e cose del genere. almeno una delle due mi reputa una persona e non un cane a cui puoi chiedere di uscire solo quando ti passa per la testa, se ti passa per la testa. non mi piace scrivere parlare o disegnare, odio qualsiasi cosa apparte il cibo che è la mia unica soddisfazione. adesso peró non posso neanche graziarmi con del cibo perché altrimenti sono un’obesona incapace di prendere una palla che viene cacciata perché nessuno la vuole. pensavo di aver finito ma invece non è così, non scrivevo dal 31 dicembre… ho riletto le chat e ho realizzato che la frase meglio soli che mal accompagnati non è verosimile. individualmente parlando, preferivo essere in compagnia del club delle favzamme piuttosto che non uscire mai la sera.. almeno loro mi coinvolgevano e bastava abbassarsi al loro quoziente intellettivo(semmai avessi voluto farlo)per integrarmi al loro gruppo. non l’ho fatto e credo che rimpiangerei di averlo fatto. dovermi fingere trendy alla moda con tanti più problemi che capelli, non è proprio nel mio stile. non mi piace la mia vita se potessi ricominciare credo che deciderei di nascere maschio, niente trucco niente di niente soltanto essere pervy, rari, e poter fare gesti romantici senza essere deriso. adesso purtroppo sono qua impotente sulla mia posizione. mia madre dice che sono esaurita, mia sorella concorda, ma io non mi ritengo tale; mi retengo una ragazza la cui vita”perfetta” si è trasformata in un incubo. basti pensare del come invece di modtrare un serio problema nei confronti del divorzio dei miei genitori io preferisca curarmi da autodidatta scrivendo sullo schermo di un telefono. mj chiedo spesso come sarebbe la mia vita se fosse sempre stata normale, quindi un padre e una madre che convivono felicemente insieme e il poter fare affidamento su due genitori invece che 0 dato che pgnuno di loro è occupato ad organizzare la propria vita. mi chiedo se davvero la mia vita sia stata stravolta a causa di questa cosa oppure sarebbe andata a priori così. magari se non fosse successo niente sarei una ragazza normale con una vita sociale. mia madre mi ripudia quando forse l’unica che dovrebbe incolpare per il mio non volermi truccare è lei avendomi spinta troppo presto in un mondo che mi sembrava vrenzolo a 11 anni(scusa eh mamma scusami).come già precedentemente detto, non posso lamentarmi di ciò che possiedo, ci sono persone messe epggio di me che magari hanno i genitori separati in casa della serie “non divorziamo per i figli”e se oso ripensare alal convivenza in casa dopo il tradimento riesco anche a spaventarmi. una cosa di cui sono sicura è che l’effetto più evidente che mi ha lasciato il divorzio, è l’essere insensibile. non capisco le persone che piangono per cose di rilievo sommario o per un capriccio. non sono inoltre capace di consolarle. vorrei essere più empatica e certe volte riesco anche a giudicarmi autistica nel campo delle relazioni. ma come è possibile che ogni volta che entro in classe ho vergogna di essere insultata?bah parliamo un altro giorno mi sono scocciata di scrivere e mi sta venendo la rabbia tipica delle litigate nonostante io stia parlando da sola👾.

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