A letter from Oct 30th, 2021

Time Travelled — almost 5 years

Peaceful right?

Dear FutureMe, è la prima volta che mi trovo a scrivere rivolgendomi a me stessa, è strano e per niente facile. In questo momento della tua vita pensi che è ancora tutto acerbo e che c’è ancora molto lavoro da fare, ma c’è da dire che i passi avanti sono stati molti. Il Covid sembrava stesse frenando la tua vita e invece vedi, forse è stato più utile di quanto pensi, ti ha fatto svegliare e pensare ‘se non lo faccio io chi lo fa al posto mio?’. Stai cominciando ad interessarti al tuo futuro, ti impegni a fare più cose possibile per sviluppare la tua persona. Un po’ per il solito detto ‘impara l’arte e mettila da parte’, un po’ perché forse vuoi dimostrare qualcosa a qualcuno. Chissà, spero che un giorno quel qualcuno per cui ti stai impegnando tanto di dimostrare qualcosa sia tu stessa, perché i giudizi degli altri non serviranno a scaricare qualche tipo di responsabilità, non ci sarà qualcun altro a vivere la tua vita al posto tuo, è solo tua e sarai tu a doverla affrontare. Fin ora stai facendo scelte che ti sembrano più giuste, ma spero che un giorno riuscirai a distinguerle da quelle che ti rendono felice. A tal proposito, spero che ogni momento in cui qualcuno o qualcosa ti fa stare bene, te ne accorgerai, te lo appunterai e ti impegnerai al massimo a viverne di altri come quelli. In questo momento della tua vita stai usando le tue ultime energie per concludere quello strano percorso che qualche anno fa hai deciso di intraprendere, o meglio hai lasciato decidere al tuo istinto, buttandoti a precipizio in una vita che non avresti mai pensato fosse adatta a te, la vita da adulta che non avresti mai pensato di essere pronta ad affrontare. Anche se non lo percepisci sei cambiata moltissimo rispetto a qualche tempo fa, ancora impaurita da tante cose futili, ma che stai forzandoti di affrontare, perché d’altronde perché non dovresti riuscirci? Tutti a ciclo ci passano in quelle cose tanto paurose che tu stai vivendo in questo momento. E fidati anche se ora ti sembra impossibile e ancora lontana, ti laureerai. Sono curiosa di sapere che vita farai tra qualche anno, se la paura di non sapere che fare della tua vita sia svanita, se starai facendo tutte quelle piccole cose che una volta ti spaventavano senza pensarci troppo, che siano entrate ormai nella tua normalità, se stai vivendo ancora momenti che ti entusiasmano davvero e che sia un po’ andata via quella leggera apatia con cui affrontavi ogni avvenimento della vita; se quella grande mancanza di affetto che fai finta di non necessitare sia stata finalmente colmata, se ora sei in grado di amare e farti amare e se sei riuscita a far crollare quella enorme parete costruita davanti ai tuoi sentimenti, mattone su mattone ogni volta che ferivano il tuo orgoglio, ogni volta che riuscivano a farti uscire dal tuo guscio della confort zone e poi calpestata come se nulla fosse. Mi chiedo se hai trovato finalmente qualcuno che ha preso a cuore la tua paura di esprimere ciò che senti, che l’abbia compresa e aiutata a sparire, qualcuno che ti abbia fatto finalmente capire che non è sbagliato provare qualcosa e non è sbagliato far sapere a qualcuno quel qualcosa. Questa tua testardaggine irrazionale a voler affrontare tutto da sola, senza farti mai vedere debole, sempre a dimostrazione del fatto che sei in grado di farlo, è sbagliata. Non è reato chiedere aiuto, non è sbagliato farti vedere vulnerabile. Spero solo che incontrerai chi ti dimostrerà che è possibile. Perché di questo si tratta: dimostrazione. Ne hai bisogno, perché forse fin ora quelle poche convinzioni che ti eri costruita le hanno distrutte. Spero inoltre che sarà maturata la tua idea di affetto, che non darai più per scontato quell’affetto enorme a volte invisibile di mamma e papà, che ti hanno sempre dato senza fartelo notare. Apprezzali e non sprecare neanche un momento a dare retta al tuo stupido orgoglio, che serve solo ad allontanarvi facendoti perdere momenti preziosi che un giorno non potrai vivere più, che rimpiangerai sicuramente. Non sbattere la testa cercando ininterrottamente di trovare modi diversi per renderli fieri di te, perché lo stai facendo giorno per giorno. Non è scontato ciò che fai, non è da tutti, anche se può sembrarlo. Ma ognuno ha i suoi piccoli traguardi e devi guardare solo a quelli. Ti auguro di piantare la bandierina in ognuno di loro. Un bacio, ah e l’unità di misura della bellezza non è con quanti uomini vai a letto. Ricordatelo sempre, ti rifarai sugli altri, tempo al tempo. E magari tra qualche anno vedrai foto di come sono ora e penserai a quanto sei stata stupida a non uscire tutte quelle volte in cui non avevi i capelli perfetti, tutte quelle volte in cui avevi un paio di brufoli in più o la pancia più gonfia del solito, a non goderti momenti che non sarebbero più tornati solamente perché secondo i tuoi idioti canoni mentali non eri perfettamente a posto come volevi, come ti prefissavi. Basta preoccuparti di difetti insignificanti, quei momenti che perdi non te li ridà nessuno, anche se in quell’istante pensi che non sia niente di irreversibile, anche se pensi che non uscire quella sera non abbia conseguenze, ma sia una semplice scelta di passare la serata a casa. Un bacio davvero, stai bene. La me del passato :)

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